67) Austin. Sulle frasi performative.
Il filosofo inglese presenta in questa lettura quella che egli
ritiene la sua grande scoperta, cio quelle frasi che non sono
affermazioni constatabili, ma che non sono neppure un non-senso.
Esse riguardano l'enunciazione di un'azione che consiste nella
frase stessa. Austin le chiama: frasi performative.
J. L. Austin, Come fare cose con le parole, traduzione italiana di
M. Gentile  e M. Sbis, Marietti, Genova, 1974, pagine 49-54 (vedi
manuale pagine 326-328).

 Il tipo di enunciato che qui stiamo per prendere in
considerazione non , naturalmente, in generale un tipo di non-
senso, sebbene un suo uso improprio, come vedremo, possa causare
variet abbastanza particolari di non-senso. Piuttosto, esso
appartiene alla nostra seconda classe: alle espressioni che
mascherano il loro vero significato. Esse non assumono mai un
falso aspetto come affermazioni di fatto, descrittive o
constatative. Lo fanno per lo pi, anche se molto raramente, solo
quando assumono la loro forma esplicita. I grammatici, credo, non
hanno saputo cogliere questo mascheramento e i filosofi lo hanno
fatto solo occasionalmente. A questo punto ci converr studiare un
tale tipo di enunciato nella sua forma fuorviante, per evidenziare
le sue caratteristiche fondamentali, confrontandole con quelle
dell'affermazione di fatto che essa imita.
Prenderemo come primi esempi alcuni enunciati che non sono
compresi in nessuna categoria grammaticale finora conosciuta
all'infuori di quella della affermazione, enunciati che non sono
privi di senso e che non contengono alcuno di quei segni verbali
d'allarme che i filosofi hanno scoperto o pensato di aver scoperto
(parole curiose come bene o tutto, ausiliari sospetti come dovrei
o posso, e costruzioni dubbie come quella ipotetica). Tutti questi
enunciati avranno, come per caso, verbi comuni coniugati alla
prima persona singolare del presente indicativo attivo. Si possono
trovare infatti enunciati che soddisfano queste condizioni e che,
pertanto,.
A. non descrivono o riferiscono o constatano nulla, non sono
veri o falsi; e sono tali che.
B. la enunciazione delle frasi sia una esecuzione di una azione, o
parte di tale esecuzione, che si sta svolgendo, la quale, poich 
essa che sta dicendo qualcosa, non potrebbe essere normalmente
descritta.
Quanto detto  lungi dall'essere un paradosso come sembra o come
forse ho fatto sembrare un po' sommariamente: lo si scoprir, in
effetti, attraverso gli esempi che ora si daranno.
Esempi:
(E.a) S (prendo questa donna come mia legittima consorte), come
ci si esprime nel corso di una cerimonia nuziale.
(E.b) Battezzo questa nave Queen Elizabeth, come ci si esprime
quando si spezza una bottiglia contro la prua di una nave.
Da questi esempi risulta chiaro che pronunziare la frase
(naturalmente in circostanze idonee) non  n descrivere il mio
fare ci che dico di star facendo mentre la pronunzio, n
affermare che lo sto facendo:  farlo. Nessuna delle espressioni
citate  vera o falsa: lo asserisco come ovvio e non lo discuto:
ha meno bisogno di argomentazione di quanto ne ha bisogno
dannazione per dimostrarsi vera o falsa. Pu darsi che
l'enunciato serva a informarvi, ma siamo in un campo diverso.
Battezzate la nave  dire (in circostanze idonee) le parole Io ti
battezzo.... Quando, di fronte all'ufficiale di stato civile o
all'altare, dico S, non sto riferendo su un matrimonio: mi sto
sposando.
Come chiariremo una frase o un enunciato simile?.
Propongo di chiamarla frase performativa o enunciato
performativo o, in breve, un performativo. Il termine
performativo sar usato in una variet di casi e di costruzioni,
quasi come il termine imperativo. I1 nome deriva naturalmente
dal verbo inglese to perform, il verbo che si usa comunemente
con il sostantivo azione: esso indica che esprimere l'enunciato
 l'esecuzione di una azione. Normalmente non lo si ritiene
semplicemente un dire qualcosa.
Numerosi altri termini possono richiamarsi a questo proposito,
ciascuno dei quali potrebbe opportunamente comprendere questa o
quella classe pi o meno estesa di performativi: per esempio,
molti performativi sono enunciati contrattuali (scommetto) o
dichiarativi (dichiaro la guerra). Ma nessun termine che io
conosca dell'uso corrente  abbastanza esteso da comprenderli
tutti. Un termine tecnico che si avvicina di pi a ci che stiamo
ricercando  forse operativo, come viene usato rigorosamente
dagli avvocati, quando si riferiscono a quelle clausole di un atto
giuridico che servono a effettuate la transazione (o commutazione
o trasmissione), loro principale oggetto, laddove la rimanente
parte di un documento indica semplicemente le circostanze in cui
la transazione deve essere effettuata. Ma il termine operativo
ha altri significati e in verit oggigiorno esso  usato spesso
per significate poco pi che la parola importante. Ho preferito
una parola nuova, cui, sebbene la sua etimologia non sia
irrilevante, non saremo forse cos pronti ad attribuire un qualche
significato preconcetto.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagine 52-54.
